PROVINCIA DEL FERMANO

 FERMO

VILLA VINCI

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 Cenni storici

La Villa Vinci  a Fermo si affaccia, a ponente, sul piazzale del Girfalco ( o Girone) di fronte al Duomo, in pieno centro urbano alla sommità del colle (il Monte Sabulo) su cui si distende la città. E’ un raro esempio, almeno per le Marche, di villa urbana e non rurale, che quindi non insiste su una proprietà agricola o sul contado circostante.

         Si trova sul terreno occupato, nei tempi antichi, dall’acropoli, e, nel Medio Evo, dalla possente rocca, da ultimo occupata dagli Sforza e demolita a furor di popolo nel 1446. Fu un antenato degli attuali proprietari, Buongiovanni Vinci, figlio di Vanne, a guidare i fermani per scacciare dalla Rocca del Girone Alessandro Sforza e a consegnare le chiavi della Città di Fermo al Cardinal Ludovico Scarampi, Patriarca di Aquileia, legato del Pontefice Eugenio IV.

Successivamente, dal 1593 agli inizi dell’Ottocento, ospitò un luogo cappuccino (il convento di San Lorenzo, con annessi chiesa, orto e selva): nel 1810, a seguito dell’occupazione napoleonica del 1808 e dell’annessione delle Marche al Regno italico, venne decretata la soppressione di tutte le corporazioni religiose e, conseguentemente, anche l’Ordine dei Cappuccini fu costretto ad abbandonare il posto dove si era insediato per poco più di due secoli.

         Il convento fu quindi acquisito dal demanio e venduto all’asta pubblica. Acquirente fu il Conte Francesco Paccaroni il quale, essendo tesoriere del Dipartimento del Tronto, ricorse per l’aggiudicazione ad una persona di sua fiducia, entrando in definitivo possesso dell’edificio nel 1811.

         Il nuovo proprietario fece modificare la forma originaria dell’edificio che venne trasformato in residenza gentilizia utilizzando prevalentemente materiali provenienti dalla demolizione del convento, mentre l’orto e la selva furono adattati a giardino e parco. Alcuni decenni più tardi, la Villa Paccaroni subì radicali modifiche su disegno dell’architetto Giambattista Carducci che realizzò, tra l’altro, la la facciata in stile neoclassico ed uno scenografico salone il cui soffitto è ornato da pitture decorative classicheggianti degli artisti fermani Nunzi, Morettini e Maranesi.

         La Villa giunse successivamente al Conte Giovanni Battista Giammarini, figlio di una Paccaroni, dal quale venne acquistata il 20 aprile 1891 – per concordato con il suocero, stipulato in occasione delle proprie nozze con Donna Maria dei Principi Falconieri Gabrielli di Carpegna - dal Conte Guglielmo Vinci, appartenente ad una antica famiglia fermana, nonno e bisnonno degli attuali proprietari.

         Dal 1914 il bene è sottoposto a vincolo delle Belle Arti.

Nel 1929 la consorte del Conte Guglielmo ed i suoi figli Luigi Orazio, Federico e Carlo – per onorarne la memoria e per sua espressa volontà, oltre che per fare cosa grata alla cittadinanza fermana – donarono al Comune di Fermo un appezzamento di terreno già pascolivo, denominato “Campo di Simone”, adiacente alla Villa, allo scopo di destinarlo ad uso esclusivo di Parco della Rimembranza.

DESCRIZIONE