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Quando i Romani, nel 264 a.C., fondarono la colonia di Firmum Picenum, scelsero di edificarla sul colle Sabulo, e non sulla gemella collina della montagnola( più alta più vicina al mare) sostanzialmente per due ragioni: 1) la continuità con il sito del preesistente agglomerato piceno; 2) la constatazione che il luogo, munito per natura, era provvisto di risorse idriche sufficenti a garantire la vita di una numerosa colonia.
Le risorse idriche, però, non dovevano essere ne' abbondanti ne' costanti per tutto il corso dell'anno, sicche' si rese necessario realizzare un minuzioso sistema di captazione ed incanalamento delle acque dalle viscere della collina, per avviarle poi a due grandi cisterne, capaci di immagazzinarle e ridistribuirle razionalmente.
A tal fine furono costruiti, entro la cinta urbana sul fianco orientale del colle, due grandi serbatoi - posti a quote differenti e fra loro probabilmente comunicanti - per la raccolta e la conservazione dell'acqua sorgiva; solo così si poteva garantire un costante rifornimento idrico alla popolazione urbana e alle necessità del vicino scalo marittimo Castellum Firmanorum. Come ci si articolasse con questo sistema di captazione e distribuzione, resta ancora in gran parte da chiarire.