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PALIO DELL'ASSUNTA
Le
dieci contrade
contrade storiche
Castello
Pila
Campolege
Fiorenza
San
Bartolomeo
San
Martino
contrade foranee
Torre di Palme Campiglione Molini Girola Capodarco

Le origini della festa
A partire dal 998 d.C.
è ripetutamente attestata dai documenti l'esistenza a Fermo della
"Festa dell'Assunta" da celebrarsi ogni anno il giorno 15 di agosto.
A Maria Vergine Assunta in cielo, patrona e protettrice della città e
dell'arcidiocesi, era da tempo immemorabile dedicata la Cattedrale di Santa
Maria in Castello. La solenne processione religosa, che dalla Chiesa di Santa
Lucia saliva alla Cattedrale, e alla quale fu data posteriormente il nome di
"Cavalcata", è ampiamente illustrata in una splendida miniatura
contenuta nel "Messale de Firmonibus", codice pergamenaceo realizzato
nel 1436 per conto del vescovo Giovanni IV de Firmonibus.
Alla Cavalcata partecipavano le magistrature della città, i notabili con la
loro corte, le rappresentanze di arti e mestieri, le delegazioni degli ottanta
castelli soggetti all'antico Stato che offrivano anche il loro palio.
Tutti portavano offerte in denaro e in natura, soprattutto cera; i cittadini del
Porto di Fermo, vestiti di broccato, potevano introdurre in cattedrale la tipica
barca, mentre gli osti recavano una taberna in miniatura piena di doni.
Chiudevano il corteo i vicari dei castelli, in sella a cavalli
E' del 1182 il
primo documento che parla dell'obbligo di offrire un palio da parte dei castelli
(e in quel caso erano i castelli di Monterubbiano, Montotto e Cuccure). La
Cavalcata aveva dunque una valenza anche politica oltreché religiosa, in quanto
era il momento principale in cui Fermo mostrava tutta la sua potenza e il
comando sul territorio.
Gli Statuti di Fermo, risalenti al Duecento e dati alle stampe nel Cinquecento
dopo alcune modifiche, dettavano le norme per lo svolgimento della solennità e
delle manifestazioni accessorie (corsa dei cavalli al palio, il giuoco
dell'anello, la giostra del toro, la spada stora e la quintana) che sono tra le
più antiche d'Italia e precedenti a tutte quelle delle regioni limitrofe. La
documentazione, cospicua ed ininterrotta dal sec. X al XIX, è contenuta negli
archivi storici del Comune e dell'Arcivescovado.
La pagina
miniata
Quando nel 1436
Giovanni di maestro Ugolino da Milano, abitante a Fermo in Contrada San
Bartolomeo, verga di sua mano la pagina miniata del Messale de Firmonibus con la
rappresentazione della Cavalcata in onore dell'Assunta, ha inequivocabilmente lo
scopo di esaltare la patrona fermana nel giorno della sua festa. Vivendo quel
momento fatidico e ricorrente di un'estate del tardo Medioevo egli fissa con i
suoi occhi la gioia del popolo, ode con le sue orecchie le nenie delle
ciaramelle e il ciondolante ritmo dei tamburi lignei e pellicei, è frastornato
dall'incalzante e sconfinato risuonare delle campane di Santa Marta in
Castello: l'irrefrenabile tumulto dì folla spinge in alto verso il Girfalco
la gloria e la fede, l'orgoglio e l'umiltà della città unita nell'abbraccio
materno e protettivo della Vergine.
Nel chiasso assordante, poco distante dall'istintivo
accalcarsi ai piedi della taberna carica di doni, con il maestro di cerimonia
che briga con la sua asta argentea per ristabilire l'ordine, i bambini di strada
nudi fanno cavalluccio e precorrono l'eccitante momento che segue al
calare del canapo.
Là, sotto l'ancestrale e turrito colle Sabulo, all'ombra
dell'azzurrino marmo d'Istria della Cattedrale, avanza il variopinto corteo e già
minaccioso si profila il Palazzo del Girofalco, benché rosato di
laterizi cotti e trapunto di aperture traforate, sopra il prato fiorito di
senecioni e di fàrfare. Mentre le tubicine sferzano l'aria di taglienti e
reiterati squilli e gli armigeri sembrano nascondere il già leggero armamento
confondendosi tra la folla, si avverte che non è giorno di guerra, non è il
momento della ronda: è franchigia, libertà pura, vivere all'aperto senza
finzioni e costrizioni.
Questo e altro ancora il nostro provvido maestro Vanni ci ha immortalato
affinché la memoria non muoia, ma si rinnovi di anno in anno, fervida di
entusiasmo cittadino e rigeneratrice di anelito religioso.
Massimo Temperini
PALIO DELL'ASSUNTA 2001