MONTELPARO

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MONTELPARO, Alt. 588 m.,Pop. 1100 CAP.63020, Pref.Tel. 0734

I resti di una necropoli attestano la presenza di genti picene e romane ed una certa vitalità civile in epoca repubblicana e imperiale. Più tardi la costruzione del Castello è operata dal condottiero longobardo Elprando . Sono poi i monaci farfensi a prendere in mano L'amministrazione dell'agglomerato urbano. Nel 1200 Montelparo si erge libero Comune con propri Statuti . Nel 1300 raggiunge un notevole sviluppo demografico . Nel 1600,invece, inizia la sua decadenza , in parte dovuti ai continui smottamenti del terreno .il terremoto del 2 febbraio del 1703 procura lo sprofondamento della parte centrale del paese e del palazzo comunale.

Montelparo

Montelparo si sviluppa seguendo curve altimetriche, in sintonia con le vie urbane che segmentano l'altura, raccordate da rapide scalinate che si inerpicano su ardite pendenze, tra un tessuto abitativo che conserva - nelle strutture e nelle tonalità tenui e calde del materiale da costruzione - il fascino di una antica e austera grandezza. Un'antichissima presenza umana è documentata dal materiale archeologico rinvenuto. L'attuale abitato risale ai primi anni del medioevo quando, così almeno attesta la memoria storica tramandata dal toponimo, il longobardo Elprando edificò un munito castello.

Alla fine del sec. XVII, incominciò a manifestarsi l'instabilità del terreno con progressivi smottamenti verso i piedi del colle. Nel 1703, lo sprofondamento fu di vaste dimensioni e trascinò, in un'ampia voragine, buona parte dell'abitato.

Evidenti i resti dei bastioni di difesa che sembrano privilegiare un disegno ripetutamente cilindrico. Il più conservato, quasi intatto, è presso il Municipio (secc. XIV-XV) e rappresenta la torre civica. Le mostre allestite nel territorio sono quella degli antichi mestieri ambulanti su ruote e il museo civico di arte sacra e oggettistica.

I piatti della tradizione culinaria possono essere riassunti nel baccalà o “coppu” che, secondo alcune fonti storiche, veniva cucinato già del 1703 per festeggiare la ricorrenza di Sant’Antonio e nella  polenta con salsiccia servita sulla tradizionale “spianatora”, la tavoletta in legno usata in passato in ogni casa, e cucinata secondo la ricetta di una volta.

Da vedere

Porta del sole, con arco a sesto acuto del XIV secolo.

Chiesa di San Gregorio Magno.

Chiesina di San Pietro.

Chiesa di San Michele Arcangelo, in stile gotico che protende il campanile verso il cielo e presenta ai visitatori tre portali d’eccezione, di cui uno gotico e gli altri due rinascimentali.il suo interno è ricco di affreschi del ‘500 raffiguranti alcuni Santi, la “Crocefissione”, la “Pietà” ed il “Padre Eterno”, del 1527. il palazzo comunale custodisce una preziosa raccolta di pergamene. 

Museo Arte Sacra, sito in due ampi locali dell'ex convento agostiniano, raccoglie paramenti pregiati tessuti con fili d'oro e argento, oggetti di culto, testimonianza artistica di un remoto artigianato, antichi messali e reperti molto originali e di valore. Il materiale è quanto resta dell'eredità dei frati agostiniani che per lungo tempo hanno avuto dimora in Montelparo.

Riferimenti

Sindaco: Marino Screpanti

via Roma 51 - 63020 Montelparo (FM)
Tel 0734/780141  fax 0734/780167
com.montelparo@provincia.ap.it

www.montelparo.info
(in costituzione)
www.prolocomontelparo.it/