FERMO

La Meteorite di Fermo

 caduta a Fermo il 25 settembre 1996

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 CARATTERISTICHE

Data della caduta: 25 Settembre 1996, 15:30 TU

Sito della caduta: Italia Centrale (13°45'12"E, 43°10'52"N) a nordest della città di Fermo. 

Fenomeni associati: il testimone alla caduta - Luigi Benedetti - ha udito il suono di almeno un‚esplosione, seguito da un forte rumore simile a quello di "un elicottero in avvicinamento". Dopo pochi secondi ha avvertito uno schianto, a circa 200 metri dalla più vicina casa di campagna

Scoperta: Due giorni dopo, il 27 settembre alle 06:00 TU, Giuseppe Santarelli ha raccolto, su indicazione del Benedetti, un‚unica meteorite in un piccolo cratere largo 30-40 cm, su un terreno argilloso bagnato ai bordi di un sentiero.

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Dimensioni: 19x24x16 cm

Peso: 10.2 Kg

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Forma: irregolare, prismatica con bordi acuminati, alcuni dei quali scheggiati a seguito dell‚impatto sul suolo

Crosta di fusione e remaglipti: presenti 

Collocazione attuale: Museo Polare di Villa Vitali in Fermo.

Dei circa cinquanta reperti attualmente conservati e classificati come meteoriti cadute in Italia negli ultimi duemila anni, Fermo è la dodicesima meteorite scoperta in Italia in questo secolo, ma è la terza più importante in termini di peso, dopo Vigarano (una condrite carbonacea di due pezzi, 11.5kg and 4.5kg, trovata nel 1910) e Bagnone (un corpo ferroso di 48kg rinvenuto nel 1904). E' ovvio che le meteoriti cadute in Italia anni sono in numero decisamente più elevato, ma la stragrande maggioranza di questi corpi non sono stati trovati anche se in molti casi sono stati visti cadere. I reperti sono in maggioranza condriti come Fermo ed il record nazionale di peso è detenuto con 228 chili dalla meteorite Alfianello, vicino a Brescia, una condrite ordinaria caduta il 16 febbraio 1883 .

 

La meteorite Fermo entrando in atmosfera ha probabilmente cominciato a perdere massa già al di sotto di 100 km, raggiungendo la massima luminosità dopo alcuni secondi. Poi ha seguito in stratosfera una forte decelerazione e la pressione dell'atmosfera lo ha spaccata in più parti. I bang sonici riportati da alcuni testimoni suggeriscono che Fermo si è spaccata perlomeno in 2-3 pezzi nella bassa stratosfera e a queste altezze la sua velocità di entrata nell'atmosfera che era probabilmente vicino ai 15 km/s si è molto ridotta, la sua luminosità è scomparsa ed i pezzi sono caduti sotto l'influenza del loro peso e della resistenza dell'aria a velocità di qualche centinaia di metri al secondo. In questa fase un qualsiasi osservatore non ha potuto vedere alcun effetto luminoso anche per la probabile traiettoria rivolta verso il Sole e l'impatto al suolo dei frammenti del corpo che in entrata poteva avere le dimensioni del metro, è avvenuto senza grossi danni formando solo un piccolo cratere. Anche se è stato recuperato finora un solo pezzo, si ritiene che altri frammenti siano disseminati nella zona di caduta. Un po' problematica risulta la ricostruzione della traiettoria di Fermo. La caduta, avvenuta in pieno giorno limita i dati disponibili a testimonianze di fenomeni acustici. Da queste e dalla forma del piccolo cratere si intuisce una traiettoria nordovest-sudest. La determinazione della traiettoria è di grande importanza per risalire all'origine del corpo. I valori dei parametri descritti sono tipici degli asteroidi Apollo, da cui sembra che queste meteoriti e probabilmente Fermo, abbiano origine. Un altro dato importante per ritenere che il reperto italiano debba avere parametri simili a quelli delle altre meteoriti qui elencate, è che tutte e cinque i corpi sono condriti ordinarie, cioè esemplari del sistema solare primitivo.

.CLASSIFICAZIONE

Fermo evidenzia una struttura eterogenea caratterizzata da frammenti irregolari (clasti) di diverse tonalità di grigio. Più precisamente, l'esame petrografico condotto al microscopio su una sezione sottile lucida, spessa 0.03 millimetri, rivela differenze nella tessitura tra questi frammenti osservati ad occhio nudo, mentre l'analisi chimica effettuata con la microsonda elettronica sulle fasi mineralogiche (circa 300 punti) ha determinato il contenuto degli elementi chimici nei vari cristalli. I minerali presenti nella meteorite sono in prevalenza costituiti da silicati di ferro e magnesio, e di solfuri di ferro. In ordine di importanza i minerali presenti sono: olivina, pirosseno, plagioclasio, kamacite, taenite e troilite; e, in minore quantità, cromite e apatite E' pure presente vetro a volte ricco in potassio. I dati petrografici e mineralogici permettono di classificare la meteorite Fermo come una condrite ordinaria brecciata, classe chimica H (cioè ad alto contenuto in ferro), con frammenti di diverso tipo petrologico (3-5) in quanto i costituenti mineralogici presentano diverse fasi di cristallizzazione. Un'indagine preliminare sull'analisi petrografica-chimica è riportata in Molin et al. (1997).

 NUCLIDI COSMOGENICI

Alcuni giorni dopo la caduta, si è iniziata nel Laboratorio sotterraneo del Monte dei Cappuccini a Torino la misura non distruttiva in un frammento di 800 g dell‚attività g dei radioisotopi cosmogenici prodotti da reazioni nucleari dei raggi cosmici galattici (GCR) con il meteoroide nello spazio interplanetario, utilizzando uno spettrometro Ge-NaI ad alta efficienza e basso fondo (Bonino et al., 1995 e 1997). Il lungo intervallo di misura (circa 10 milioni di secondi) unito alle elevate caratteristiche dello spettrometro hanno fornito con notevole precisione l‚attività dei radioisotopi cosmogenici: 48V (T 1/2 = 16d), 31Cr (27.7d), 58Co (70.78d), 56Co(78.8d), 46Se(83.9d), 57Co(271.35d), 54Mn(312.2d), 22Na (2.6y), 60Co (5.27y), 44Ti (66.6y), 26Al (7.3x105y). A causa della bassa attività di alcuni radioisotopi, ed in particolare del titanio 44 (44Ti) utilizzato per lo studio dell'effetto delle variazioni dell'attività solare su scala secolare (Bonino et al., 1995) è necessario eseguire le misure per tempi lunghi (alcuni mesi) in modo da ridurre l'incertezza statistica dei conteggi. Anche il sodio 22 (22Na) che ha un periodo di dimezzamento di 2.6 anni, è particolarmente utile per lo studio della variazione un decennale dell'attività solare. Fermo contiene l'impronta della fase discendente dell'ultimo ciclo un decennale (ciclo n.22) dell'attività solare (Bonino et al., 1997). Dal rateo di produzione di questi radioisotopi proporzionale al flusso dei raggi cosmici che a sua volta è anticorrelato all‚attività solare, si sono così ottenute preziose informazioni sul comportamento dell'eliosfera su scala decennale e secolare. Le variazioni dell'attività solare dedotta dallo studio delle meteoriti possono avere anche notevoli implicazioni sull'ambiente terrestre, in quanto un'attività bassa persistente per alcuni decenni, come quella osservata nelle meteoriti cadute di recente, può produrre cambiamenti sensibili sul clima

La Meteorite e la relativa documentazione sono in mostra presso Villa Vitali di Fermo dal gennaio 1997