LAPEDONA

 

 

 

 

LAPEDONA, ALT. 263 s.m. POP. 1170,  Cap 63010 Pref. tel 0734

Secondo alcuni storicii primi abitanti di Lapedona furono addirittura i pelasgi che avevano lasciato il suolo greco . I romani vi fondarono successivamente una colonia. Alcuni secoli dopo il borgo è sotto la diretta influenza dei farfensi . Un documento del 1088 registra il passaggio  del Castello al vescovo di Fermo . Nel 1798 viene invaso dalle truppe francesi che avevano sconfitto sotto Torre di Palme l'esercito di Ferdinando IV.

 

 

Lapedona

Il territorio, che si estende tra Fermo e il fiume Aso a poca distanza dal mare, porta tracce, come tutta l’area picena, della colonizzazione e quindi della civiltà romana. Forse la testimonianza più ragguardevole di ciò è espressa dal cippo funerario di un magistrato locale conservato sotto il loggiato comunale.

Furono i Pelasgi, venuti dalla Grecia nel secolo IV a.C. , i primi abitatori di Lapedona, seguiti dai romani che vi fondarono una colonia. Reperti di età picena e romana testimoniano una intensa colonizzazione del territorio, fin dall' antichità. Nell’alto medioevo i Longobardi e i Monaci Avellaniti vi fondarono alcuni castelli le cui chiese, in stile romanico, sono tuttora ben conservate. Nel XIII sec. gli insediamenti sparsi vengono abbandonati e nasce l’attuale paese, sulla collina più elevata (mt. 264 s.l.m.) e in prossimità di una grande torre di avvistamento (anch’essa ben conservata e trasformata nel tempo nel maestoso campanile della Collegiata di San Lorenzo). Gli stessi monaci iniziarono la bonifica delle terre.

Con la ripresa dell'agricoltura, il borgo si popolò di enfiteuti, livellari, piccoli proprietari, contadini ed artigiani. Fu fortificato con mura e porte ma forse non godè mai di piena autonomia, risultando, già dai più antichi documenti, "castello " di Fermo.

Da vedere

Chiesa Parrocchiale, ospita oltre alla venerata statuetta lignea del patrono San Quirico, protettore dei bambini, una tavola attribuita a Pietro Alemanno, due tavolette raffiguranti San Sebastiano e San Rocco e una “Madonna in trono” di arte locale del XIV sec.  

Chiesa di San Nicolò, sec. XVII-XVIII, nella piazza centrale, in perfetto e sobrio stile barocco, ha al suo interno cinque altari in legno dorato e marmorizzato, un soffitto ligneo damascato ed una pala d’altare di Simone De Magistris, oltre ad un organo di scuola callidiana. 

Chiesa di San Lorenzo, con pregevoli altari barocchi in legno dorato, un Crocifisso ligneo del XVI sec. e un organo del 1700 di Gaetano Callido, recuperato ad attività concertistiche.  

Chiesa di Santa Maria degli Angeli ( o ad Nivem), nel borgo castellano,  conserva affreschi del XV sec. .

Chiesa della Madonna Manù del XI sec. , piccola ma molto elegante,  si trova a metà strada tra il paese e il mare. 

Chiesa di San Pietro del XII sec. , con colonne ed originali capitelli è ora inglobata nel civico cimitero. 

Chiesa di San Giacomo e San Quirico, al suo interno si conservano capitelli variamente decorati, un’elegante cripta sorretta da volte a crociera cilindriche su colonnine con capitelli di diversa foggia e importanti opere attribuite a Pietro Alemanno.

Porta Marina, si presenta imponente con un arco a sesto acuto sormontato da una merlatura ghibellina.

Porta da Sole, in parte rimaneggiata, immette sotto il loggiato del Palazzo Comunale.

Palazzo Comunale del XVI sec. con portico ogivale sotto il quale si trova un cippo funerario con bassorilievi e iscrizioni di epoca romano-imperiale. 

Riferimenti

Sindaco: Pieroni Mauro

Piazza Leopardi, 2 –  63026 Lapedona (FM)
Tel: 0734-936321; Fax: 0734-936322
lapedona@ucvaldaso.it